Meglio accendere una candela che maledire l'oscurità

Archivio annuale per 2010Pagina 4 di 4

Messico: rilasciato Ricardo Ucan, ingiustamente incarcerato.

Ricardo Ucan, un indigeno dello Yucatan, che era stato imprigionato per quasi 10 anni a seguito di un processo non equo è stato rilasciato il 31 dicembre 2009.

Ricardo Ucán dichiarò di aver sparato ad un suo vicino di casa per difesa, ma la corte statale lo giudicò colpevole di omicidio premeditato e lo condannò a 22 anni di prigione.
Non vennero garantiti i suoi diritti ad un processo equo: per esempio non gli fu garantito un interprete.

Il caso è stato seguito anche dalla Corte Inter Americana nel  novembre scorso.

Amnesty International aveva incluso il suo caso nella campagna “Leggi senza giustizia” del 2007 come un caso emblematico di discriminazione contro gli indigeni all’interno del sistema di giustizia messicano.

Maggiori informazioni su: http://www.amnesty.org/en/news-and-updates/news/mexican-indigenous-man-detained-after-unfair-trial-freed-20100106

coord.americalatina@amnesty.it

Messico: muore Esther Chávez, pioniera nella lotta contro i femminicidi in Ciudad Juárez

Fonte: La Jornada

Ciudad Juarez, il 25 dicembre Esther Chavez Cano, tra le prime attiviste nella lotta contro l’impunità dei fimminicidi che
cominciarono a verificarsi nella frontiera nord messicana nel 1993, è morta di cancro a 73 anni.

Nel 2007 una trentina di ONG le hanno reso omaggio istituendo in suo onore il Premio “Esther Chávez Cano de labor social”.
Nel 2008 ha ricevuto il Premio Nazionale dei Diritti Umani del governo federale.

Nel 1993, quando si installò il governo Francisco Barrio Terrazas (PAN)  e cominciarono le vittime dei cruenti femminicidi
Chavez Cano si impegnò a documentare i crimini. Con atri attivisti criticò la disattenzione del governo, a tutti i livelli, verso la violenza di
genere imperante in Ciudad Juares.
Fondò con il Gruppo Femminile 8 Marzo “Casa Amiga Centro de Crisis” che ha fornito assistenza
a 472.139 donne.
La sua attività era conosciuta anche in ambito internazionale, e le numerose minacce di morte che ricevette non fermarono
mai il suo instancabile impegno per chiedere giustizia.

http://www.jornada.unam.mx/2009/12/26/index.php?section=estados&article=021n1est