Meglio accendere una candela che maledire l'oscurità

Archivio autore per Marco Cimarosti

Domenica 6 giugno Amnesty è alla Città dei Ragazzi di Vimercate

La Città dei Ragazzi 2010

Domenica 6 giugno 2010, dalle ore 14 alle ore 19, il gruppo Amnesty di Vimercate sarà presente con uno stand all’interno del festival “La Città dei Ragazzi” che si svolgerà nel centro storico di Vimercate (MB), tra il parco Trotti e la Villa Sottocasa.
Un’intera manifestazione dedicata ai bambini ed ai ragazzi, con banchetti, animazioni di strada, giochi e spettacoli, nell’ambito della quale il gruppo di Amnesty riproporrà, dopo il successo dello scorso anno, il “Gioco dei diritti e dei rovesci”: gioco per i bambini basato sulla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia.

È uscito il Rapporto Annuale 2010 di Amnesty International

La situazione dei diritti umani nel mondo

 

© 2010 Fandango Libri

© 2010 Fandango Libri

Il Rapporto Annuale 2010 di Amnesty International documenta la situazione dei diritti umani in 159 paesi e territori nel corso del 2009.
 
Il Rapporto ripercorre un anno in cui la richiesta di giustizia è sembrata per molti essere un ideale lontano, mentre la vita quotidiana delle persone continuava a essere dilaniata da repressioni, violenze, discriminazioni, giochi di potere e battute d’arresto politiche.
 
Ma il Rapporto celebra anche progressi concreti, rivelando come sia divenuto ormai sempre più difficile per i responsabili dei peggiori crimini assicurarsi l’impunità.
 
La richiesta di giustizia non si limita più solo a garantire indennizzi per uccisioni o torture, ma si estende fino a occuparsi della negazione di tutti quei diritti necessari a ogni persona per vivere in dignità la propria vita.

Il Rapporto Annuale 2010 è edito da Fandango Libri.

[Maggiori informazioni]

Morto Felipe Arreaga, campesino messicano, ambientalista e attivista sociale

Amnesty International esprime il suo cordoglio per la morte di Felipe Arreaga Sánchez, campesino messicano, ambientalista e attivista sociale

Felipe Arreaga SánchezÈ con estremo dispiacere che la Sezione Italiana di Amnesty International ha appreso la triste notizia della morte di Felipe Arreaga Sánchez, avvenuta il 16 settembre scorso. L’ecologista campesino è stato investito da un camioncino del pubblico servizio a pochi chilometri da casa sua a El Zapotillal (stato di Guerrero, Messico). Dopo l’incidente l’autista si è dato alla fuga.

Felipe Arreaga è stato tra i fondatori dell’Organizzazione contadina ecologista della Sierra di Petatlán (Organización de Campesinos Ecologista de la Sierra de Petatlán, Ocesp). Nel 1998 ha appoggiato attivamente la campagna non violenta contro lo sfruttamento sproporzionato e illegale delle foreste della zona di Petlatán da parte dell’impresa statunitense Boise Casade, denunciandone l’impatto negativo sull’ambiente e sulla vita della popolazione.

Durante la campagna alcuni attivisti di Ocesp sono stati assassinati; Flores Rodolfo Montiel, il presidente, e Teodoro Cabrera García, un altro attivista, sono stati incarcerati. Sono stati rilasciati nel 2001 perché innocenti e grazie alla mobilitazione nazionale e internazionale delle organizzazioni per i diritti umani.

Felipe Arreaga, temendo per la sua vita, ha abbandonato la comunità e si è nascosto per otto mesi nella foresta, vivendo in condizioni difficilissime. Nel 2000 ha fondato con la moglie Celsa Valdovinos l’Organizzazione delle donne ecologiste della Sierra di Petatlán (Organización de Mujieres Ecologistas de la Sierra de Petatlán, Omesp).

Nel novembre 2004 è stato arrestato con l’accusa di avere ucciso nel 1998 il figlio di Bernardino Bautista, un potente commerciante di legname del posto.

Il Centro per i diritti umani della montagna Tlachinollan (Centro de Derechos Humanos de la Montaña Tlachinollan), un’importante associazione per i diritti mani della regione, lanciò una campagna per il suo rilascio, sostenendo l’infondatezza delle prove su cui si basava l’accusa.

Nel 2005 Amnesty International adottò Felipe Arreaga come prigioniero di coscienza. Altre associazioni nazionali e internazionali ne chiesero il rilascio incondizionato, che avvenne dopo 10 mesi di carcere.

Sempre nel 2005 Felipe Arreaga ricevette il premio Chico Mendes per il suo coraggio e la sua determinazione nella difesa dell’ambiente.

La dinamica dell’incidente in cui ha perso la vita Felipe Arreaga non è ancora chiara; le organizzazioni per i diritti umani stanno chiedendo alla Procura di fare chiarezza ed evitare così che la sua morte diventi un altro caso impunito.

Durante un’intervista del 2006 a Amnesty International, Felipe Arreaga ha detto: Quando mi invitano a parlare nelle scuole e nelle conferenze parlo di una cosa: parlo di quello che ho nel cuore. Se dentro hai amore parli di amore, se tieni odio o desideri violenza di questo parla la tua bocca. Chiedo di parlare perché è necessario. La gente deve prendere coscienza. So che il nemico è gigantesco. Abbiamo lottato per la difesa dell’ambiente, ma anche per esempio per avere elettricità, acqua potabile, un presidio medico. Un giorno un deputato dell’Unione europea mi ha detto: “Tu sei un maestro”. Io gli ho risposto che non sono maestro di nulla. Semplicemente lotto per la vita.

(22 settembre 2009)