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	<title>Amnesty International &#187; Arreaga</title>
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	<description>Il blog del Gruppo Italia 108 di Vimercate</description>
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		<title>Morto Felipe Arreaga, campesino messicano, ambientalista e attivista sociale</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 11:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Cimarosti</dc:creator>
				<category><![CDATA[amnesty international gruppo vimercate]]></category>
		<category><![CDATA[Arreaga]]></category>
		<category><![CDATA[Difensori dei diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Messico]]></category>

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		<description><![CDATA[Amnesty International esprime il suo cordoglio per la morte di Felipe Arreaga Sánchez, campesino messicano, ambientalista e attivista sociale

È con estremo dispiacere che la Sezione Italiana di Amnesty International ha appreso la triste notizia della morte di Felipe Arreaga Sánchez, avvenuta il 16 settembre scorso. L&#8217;ecologista campesino è stato investito da un camioncino del pubblico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Amnesty International esprime il suo cordoglio per la morte di Felipe Arreaga Sánchez, campesino messicano, ambientalista e attivista sociale<br />
</strong></p>
<p><img style="float: right; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Felipe Arreaga Sánchez ©AI" src="http://www.amnesty.it/flex/images/D.3dbe5d5ee8ad0aff4503/Felipe.jpg" alt="Felipe Arreaga Sánchez" width="200" height="197" />È con estremo dispiacere che la Sezione Italiana di Amnesty International ha appreso la triste notizia della morte di Felipe Arreaga Sánchez, avvenuta il 16 settembre scorso. L&#8217;ecologista campesino è stato investito da un camioncino del pubblico servizio a pochi chilometri da casa sua a El Zapotillal (stato di Guerrero, Messico). Dopo l&#8217;incidente l&#8217;autista si è dato alla fuga.</p>
<p>Felipe Arreaga è stato tra i fondatori dell&#8217;Organizzazione contadina ecologista della Sierra di Petatlán (Organización de Campesinos Ecologista de la Sierra de Petatlán, Ocesp). Nel 1998 ha appoggiato attivamente la campagna non violenta contro lo sfruttamento sproporzionato e illegale delle foreste della zona di Petlatán da parte dell&#8217;impresa statunitense Boise Casade, denunciandone l&#8217;impatto negativo sull&#8217;ambiente e sulla vita della popolazione.</p>
<p>Durante la campagna alcuni attivisti di Ocesp sono stati assassinati; Flores Rodolfo Montiel, il presidente, e Teodoro Cabrera García, un altro attivista, sono stati incarcerati. Sono stati rilasciati nel 2001 perché innocenti e grazie alla mobilitazione nazionale e internazionale delle organizzazioni per i diritti umani.</p>
<p>Felipe Arreaga, temendo per la sua vita, ha abbandonato la comunità e si è nascosto per otto mesi nella foresta, vivendo in condizioni difficilissime. Nel 2000 ha fondato con la moglie Celsa Valdovinos l&#8217;Organizzazione delle donne ecologiste della Sierra di Petatlán (Organización de Mujieres Ecologistas de la Sierra de Petatlán, Omesp).</p>
<p>Nel novembre 2004 è stato arrestato con l&#8217;accusa di avere ucciso nel 1998 il figlio di Bernardino Bautista, un potente commerciante di legname del posto.</p>
<p>Il Centro per i diritti umani della montagna Tlachinollan (Centro de Derechos Humanos de la Montaña Tlachinollan), un&#8217;importante associazione per i diritti mani della regione, lanciò una campagna per il suo rilascio, sostenendo l&#8217;infondatezza delle prove su cui si basava l&#8217;accusa.</p>
<p>Nel 2005 Amnesty International adottò Felipe Arreaga come prigioniero di coscienza. Altre associazioni nazionali e internazionali ne chiesero il rilascio incondizionato, che avvenne dopo 10 mesi di carcere.</p>
<p>Sempre nel 2005 Felipe Arreaga ricevette il premio Chico Mendes per il suo coraggio e la sua determinazione nella difesa dell&#8217;ambiente.</p>
<p>La dinamica dell&#8217;incidente in cui ha perso la vita Felipe Arreaga non è ancora chiara; le organizzazioni per i diritti umani stanno chiedendo alla Procura di fare chiarezza ed evitare così che la sua morte diventi un altro caso impunito.</p>
<p>Durante un&#8217;intervista del 2006 a Amnesty International, Felipe Arreaga ha detto: <em>Quando mi invitano a parlare nelle scuole e nelle conferenze parlo di una cosa: parlo di quello che ho nel cuore. Se dentro hai amore parli di amore, se tieni odio o desideri violenza di questo parla la tua bocca. Chiedo di parlare perché è necessario. La gente deve prendere coscienza. So che il nemico è gigantesco. Abbiamo lottato per la difesa dell&#8217;ambiente, ma anche per esempio per avere elettricità, acqua potabile, un presidio medico. Un giorno un deputato dell&#8217;Unione europea mi ha detto: &#8220;Tu sei un maestro&#8221;. Io gli ho risposto che non sono maestro di nulla. Semplicemente lotto per la vita.</em></p>
<p>(22 settembre 2009)</p>
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