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  CAMPAGNE            

CAMPAGNE INTERNAZIONALI

Anche se il termine "campagna" può essere riferito in generale a tutte le attività di Amnesty International, all'interno di AI con questo termine si indicano in particolare progetti su larga scala mirati a richiamare l'attenzione su specifiche violazioni dei diritti umani. Le campagne si propongono di esercitare una intensa pressione da molti fronti e di intervenire in modo particolarmente efficace sui governi interessati. Esse possono anche essere un mezzo per sensibilizzare l'opinione pubblica in tema di diritti umani e per manifestare solidarietà con chi si batte nel mondo per il rispetto dei diritti umani.
Spesso le campagne sono intraprese con la collaborazione di altre organizzazioni non governative per aumentarne l'efficacia.
L'esperienza di Amnesty International insegna che intense campagne a livello mondaile effettivamente facoriscono cambiamenti positivi.
Ecco le campagne in corso a livello mondiale più importanti.


Più diritti più sicurezza

Torture, "sparizioni", arresti arbitrari, detenzioni senza processo, legislazioni inique... è il campionario di violazioni dei diritti umani con cui, dal 2001, viene condotta la cosiddetta "guerra al terrore". Il suo dichiarato obiettivo, la sicurezza globale, è lungi dall’essere raggiunto.
Al contrario, il profondo disprezzo per i fondamentali diritti umani che emerge dalle immagini delle torture nel carcere iracheno di Abu Ghraib o dallo scandalo europeo delle rendition (i trasferimenti aerei illegali di persone sospettate di terrorismo, destinate a centri di tortura), stanno trasformando il mondo in un luogo sempre meno sicuro, in una "fabbrica del rancore" in cui disperazione, frustrazione, rabbia e intolleranza rischiano di produrre effetti micidiali.
Negli ultimi anni, Amnesty International ha accompagnato la sempre più crescente mobilitazione della società civile contro le strategie della "guerra al terrore" e ha sollecitato, in alcuni casi ottenendo importanti risultati, istituzioni che, in vari paesi, hanno cancellato leggi che favorivano il ricorso alla tortura o espulsioni senza garanzie per il rispetto dei diritti umani.
Con questa campagna, Amnesty International vuole spingere i governi e l’opinione pubblica a ripensare alle strategie fallimentari della "guerra al terrore" e convincerli che il rispetto dei diritti umani è la condizione essenziale, e non un ostacolo, verso il raggiungimento di un’autentica sicurezza globale .




Invisibili: campagna per i diritti dei minori migranti nei centri di detenzione in Italia

Ogni anno centinaia di minori arrivano in Italia attraversando il Mediterraneo su piccole barche insicure, insieme a più ampi gruppi di adulti, in fuga dalla violenza e dalla povertà. Sono soprattutto bambini che viaggiano tra le braccia dei genitori richiedenti asilo, partiti da paesi dell’Africa orientale, e adolescenti soli, in gran parte provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente.

Dopo l’arrivo, l’Italia li tiene molti giorni nei centri di detenzione per migranti, in spregio delle norme internazionali, per le quali la detenzione dei minori è una misura eccezionale da applicare solo in casi estremi. Le leggi italiane li trascurano e le statistiche non li contano, rendendoli invisibili.


Control arms

Nel mondo in cui viviamo, sono in circolazione quasi 700 milioni di armi e altri otto milioni vengono prodotte ogni anno. Ci sono aziende che le fabbricano, intermediari che le mettono in commercio, governi e privati che le acquistano e le vendono, persone che le utilizzano. E, in fondo a questa catena, le persone che ne muoiono, una al minuto In questo stesso mondo, con queste stesse armi, ogni anno almeno 500.000 esseri umani vengono ammazzati, 300.000 bambini soldato sono costretti a imbracciarle e usarle in guerra come se fossero giocattoli, decine di conflitti vengono sostenuti e alimentati dal traffico incontrollato dei prodotti dell’industria militare. Milioni di persone pagano a caro prezzo le scelte sbagliate dei rispettivi governi, che preferiscono investire risorse e ingigantire il loro debito estero nella corsa agli armamenti piuttosto che sostenere programmi virtuosi, e spesso meno costosi, di sviluppo economico e lotta alla povertà. Uscire da questo cortocircuito non è impossibile, ma richiede una mobilitazione costante e coordinata da parte di tutti. Le soluzioni concrete esistono e sono da tempo alla portata dei governi e della comunità internazionale: rafforzare i meccanismi di controllo nazionali, regionali e a livello globale sui trasferimenti irresponsabili di armi ed attrezzature militari, di sicurezza e di polizia; impedirne in ogni caso il commercio verso paesi in stato di conflitto o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani; adottare quanto prima un sistema globale di identificazione e tracciatura che consenta di risalire ai paesi che gestiscono la produzione e l’intermediazione illecita di armi. Controlarms e' una campagna a livello internazionale promossa da Amnesty International, Oxfam e Iansa (Rete internazionale di azione sulle armi leggere)




Mai più violenza contro le donne

La violenza sulle donne è parte di una cultura globale che nega alle donne pari opportunità e pari diritti e legittima la violenta appropriazione del loro corpo per gratificazione individuale o scopi politici.
Milioni di donne nel mondo sono terrorizzate da violenze domestiche, schiavizzate in matrimoni forzati, comprate e vendute per alimentare il mercato della prostituzione, violentate come trofei di guerra o torturate in stato di detenzione.
Il 2004 e il 2005 sono per Amnesty International gli anni dedicati ai diritti umani delle donne. Amnesty International porterà solidarietà a tutte le donne vittime di violenza nel mondo e alle numerose donne che in ogni parte del mondo le difendono, nonostante le minacce, il dileggio e le intimidazioni. Ci occuperemo di concreti casi di violazione dei diritti umani delle donne, ricordando agli Stati e all'opinione pubblica la drammatica situazione in cui si trovano milioni di donne nel mondo, richiamando gli Stati al rispetto degli impegni da loro assunti nell'ambito delle Nazioni Unite, premendo per la ratifica e l'attuazione dei principali documenti internazionali sui diritti delle donne.

Links di approfondimento:

Stop violence against women (dal sito internazionale di AI)

Mai più violenza sulle donne (dal sito della Sezione Italiana di AI)

Non sopportiamo la tortura

"Qualunque sia la motivazione e il modo attraverso cui si realizza, la tortura è un attacco premeditato contro la dignità, un tentativo di distruttere la nostra "umanità". E per questo deve essere fermata. Deve essere fermata perchè può essere femata."
(Pier Sané, exSegretario Generali di Amnesty International")

La tortura è proibita dalle Costituzioni, dai codici pienali, dalle convenzioni internazionali, tuttavia ogni anno migliaia di persone picchiano, stuprano e somministrano scariche elettriche ad altri esseri umani.
La campagna di AI per sradicare la tortura, lanciata nell'ottobre 2000, ribadisce che la tortura è sempre e comunque intollerabile, e che può essere fermata.


Links di approfondimento:

Take a step to stamp out torture (dal sito internazionale di AI)

Non sopportiamo la tortura (dal sito della Sezione Italiana di AI)


Contro la pena di morte

"Non posso credere che, per difendere la vita e punire una persona che ha ucciso, lo stato debba a sua volta uccidere. La pena di morte è disumana come il crimine che le dà ragion d'essere".
(Eduardo Frei, presidente del Cile)

Amnesty International, insieme a molte altre organizzazioni abolizioniste chiede la cessazione permanente delle esecuzioni. Tutti gli studi e le richerche disponibili mostrano che la pena di morte non possiede alcun particolare effetto deterrente nei confronti della criminalità, e comunque sia, qualora la pena di morte mostrasse di avere qualche forma di utilità, sarebbe comunque inacettabile in quanto violazione del più fondamnetale tra i diritti umani: quella alla vita.


Links di approfondimento:

Against the Death Penalty (dal sito internazionale di AI)

Pena di morte (dal sito della Sezione Italiana di AI)


Stop all'uso dei bambini soldato

Fate il possibile per far sapere al mondo cosa succede a noi bambini, Perchè altri bambini non debbano subire queste violenze.
(Soldatessa ugandese quindicenne)

Più di 300.000 bambini sotto l'età dei 18 anni stanno combattendo conflitti in diverse parti del mondo. L'uso dei bambini soldato costituisce una grave violazione ai loro diritti e li priva di un futuro normale, ma è anche un pesante condizionamento per tutta la regione da cui provengono: ogni piano di pace, infatti, deve passare attraverso le giovani generazioni che sono quelle che devono tradurlo in realtà. Ragazzi e bambini che hanno subito violenza e sopraffazione e che sono stati costretti a scegliere la violenza come regola di vita, non possono dare alcuna garanzia di saper creare delle pacifiche relazioni di convivenza.


Links di approfondimento:

Child soldiers (dal sito internazionale di AI)

Coalizione "Stop all'uso dei banbini soldato"


Il vero prezzo dei diamanti

Per molte persone i diamanti sono il simbolo di amore, felicità o ricchezza. Tuttavia, per molti altri, essi significano guerra, miseria povertà. In alcuni paesi africani come l'Angola, la Repubblica Democratica del Congo e la Sierra Leone i profitti prevenienti dal commercio illegale dei diamanti sono utilizzati per finanziare i conflitti armati. Il risultato è che decine di migliaia di civili sono stati uccisi o torturati e che milioni di essi sono profughi.
AI, insieme ad una dozzina di altre organizzazioni, chiede un intervento decisivo per controllare il commercio dei diamanti. I colloqui tra i governi, l'industria e le altre organizzazioni - attualmente in corso, sotto il nome di Kimberly process - mirano ad individuare un sistema di certificazione, concordando un meccanismo efficace e trasparente nel modo più rapido possibile.


Links di approfondimento:

The true cost of diamonts (dal sito internazionale di AI)


Tribunale Penale Internazionale

Il ventesimo secolo è stato probabilmente il più sanguinario nella storia. Negli ultimi 50 anni, il mondo ha conosciuto oltre 250 conflitti, più di 86milioni di persone, soprattutto donne e bambini, sono state uccise, in 170 milioni hanno perso i loro diritti, la loro proprietà, la dignità. Pochissimi responsabili di queste atrocità sono stati portati di fronte alla giustizia. Per porre fine al fenomento dell'impunità che da sempre contraddistingue la storia dell'umanità, è stato creato il Tribunale Penale Internazionale.


Links di approfondimento:

International Justice (dal sito internazionale di AI)


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